Harley sospende gli affari in Russia

L’azienda Americana Harley-Davidson ha deciso di bloccare le sue spedizioni di motociclette in Russia. La dichiarazione completa di un rappresentante dell’azienda riferisce: “Alla luce della crisi in Ucraina, Harley-Davidson ha sospeso la sua attività in Russia e tutte le spedizioni delle sue moto nel paese. I nostri pensieri continuano per la sicurezza della popolazione ucraina e di coloro che sono colpiti dalla crisi.

Resta da vedere per quanto tempo durerà questa sospensione, perché H-D ha una presenza abbastanza massiccia in Russia.

La società non offre dati sulle vendite per ogni paese, ma Europa, Medio Oriente, Africa e Russia, secondo stime economiche, rappresenta il 31 percento delle vendite di motociclette almeno nel 2021 e del 36,9 percento delle vendite nel 2020.

Quindi presumibilmente l’interruzione avrà qualche effetto sia su coloro che possiedono le H-D in quei paesi, ad iniziare dalla Russia.

Ovviamente ciò che è più importante adesso è fermare la guerra in quanto porta problemi consistenti verso la popolazione ucraina, la quale sta vivendo una situazione complessa.

Gli ucraini-americani potrebbero essere un po ‘delusi dalla dichiarazione ambiziosa di Harley, che definisce l’invasione “una crisi”, ma questa è l’America corporativa; esprimere preoccupazione è umano, ma gli affari sono più importanti però in questo caso specifico non si può esportare in quel paese.

Ovviamente è un pò deludente per chi, in Russia, dovrà attaccare al chiodo le chiavi della sua H-D quando non ci saranno più pezzi di ricambio e le moto varranno poco più di qualche rublo.

Una lezione che i russi ricorderanno ed a fine guerra probabilmente non compreranno più H-D, anche se in passato Vladimir Putin è stato visto guidare i prodotti dell’azienda.

Ad oggi sono diverse le aziende che hanno fermato le esportazioni, come ad esempio la Apple, BMW, Ford, GM, Volvo e altre società di veicoli e tecnologia.

La BMW afferma inoltre di aver fermato l’esportazione di automobili in Russia e di interrompere la produzione nel paese. Nella pagina Instagram della sua filiale americana, Ural, l’unico produttore russo di motociclette ad alta capacità, ha pubblicato un semplice messaggio: “No War.”

Il paradosso per le aziende internazionali, in un’economia interconnessa a livello globale, è la necessità di presentare una apparente imparzialità anche in tempi di conflitto.

Quando terminerà questo conflitto, per quanto concerne i russi intervistati, i marchi che hanno boicottato il paese diventeranno non graditi. Il conto economico sarà un bagno di sangue o le aziende reggeranno il contraccolpo fregandosene dei mercati a supporto della Russia, come il BRICS?

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A G G IO R N A M E N T O – Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa (da noi tradotto):

Comunicato stampa Ural North America – “Cari amici, vorremmo non dovervi aggiornare nelle circostanze in cui ci troviamo. Domande e preoccupazioni inevitabilmente emergono su possibili sanzioni, disponibilità di biciclette e parti, supporto e così via. Il La risposta breve è che siamo il più possibile pronti ad affrontare qualsiasi sfida possa presentarsi.Nel corso degli anni abbiamo imparato a navigare tra alti e bassi, a fare piani B, C e D sia strategicamente che al volo. Abbiamo resistito a tempeste che erano molto reali e affrontato ostacoli che non erano così pubblicamente noti. La storia del nostro marchio mostra che Ural trova sempre un modo per andare avanti. Le nostre massime priorità sono sempre state i nostri dipendenti, i nostri partner e i nostri clienti . Speriamo ancora che le persone rimangano umane, apprezzino la vita e difendano di vivere invece di combattere. Preghiamo per la pace. La squadra degli Urali

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